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L’opera analizza la storia della tortura snodando l’analisi sui seguenti punti

– Aspetti psicologici della tortura
– Storia della tortura
– Tecnica della tortura
– Processo alla tortura

Il primo punto introduce il lettore a quelli che sono i risvolti psicologici della tortura, suffragando le teorie con studi socio-psicologici e ponendosi prima dalla parte di chi subisce la violenza e poi dal lato di chi la perpetra. Si cerca di illustrare le cause che resero la tortura cosi’ popolare, il masochismo e il sadismo, gli effetti e non per ultime le definizioni dei termini il più oggettivamente possibile.

Il secondo e il terzo punto sono, a mio avviso, il cuore e il valore del volume. Viene fatto un tour sulle principali zone del mondo (Europa Medievale, Asia, Stati Uniti) con un risalto particolare alle metodologie usate dalla Santa Inquisizione, dai torturatori Cinesi e Giapponesi, dagli inquisitori sadici della caccia alle streghe in Gran Bretagna e dai mercanti di schiavi e coloni americani. L’autore non lesina particolari e dettagli raccapriccianti dei supplizi e ciò a mio avviso rende volutamente “crude” alcune pagine da cui escono in tutto il loro devastante quadro i risultati della crudeltà unita alla violenza.

Leggo su altre recensioni che questo aspetto è stato causa di un giudizio negativo sul libro perché troppo esplicito; ciò mi fa sempre sorridere e ritornare in mente quello che si disse in merito al film di Gibson “La passione di Cristo”: stiamo parlando di un testo sulle torture, cosi’ come il film narrava la storia di un condannato a morte previa tortura: non vedo come si possa assolvere al compito che si è deciso di illustrare senza essere espliciti, sarebbe come pensare di spiegare e non spiegare, far vedere ma non far vedere: assolutamente impossibile!Tortura Medievale

L’ultimo capitolo contiene invece le considerazioni finali dell’autore sul tema . Vengono presentate le prove che la tortura è inadeguata nella lotta al crimine sia come deterrente che come misura punitiva; si analizza il percorso che potrebbe “smorzare” il senso di pietà di chi ha a che fare ogni giorno con la violenza portando a una pericolosa assuefazione psicologica e un conseguente assopimento dell’umanità. Non manca un riferimento alle torture contro gli animali come probabilmente primo passo verso una strada che porta a scenari ben peggiori.

Le mie opinioni: il libro mi è piaciuto sicuramente come raccolta storico – strumentale di quelle che sono state le peggiori crudeltà a cui uomini, donne e bambini sono stati sottoposti in un passato neanche troppo remoto e, in alcuni posti, continuano ad esserlo. Concorto pienamente sul fatto che la tortura è un qualcosa di aberrante, orribile e ingiustificabile e che lo scopo principale del regi

Tomas de Torquemada, uno dei più famosi inquisitori

me carcerario debba essere quello di rieducare.

Opinabili invece le teorie su come andrebbero trattati sadici e masochisti cosi’ pure l’assunto che il 95% dei criminali siano assolutamente recuperabili; onestamente mi viene difficile pensarlo in un’attualità dove la pena nel nostro Paese non è sicura e si esce dopo pochi anni nonostante ci si sia macchiati di omicidio o crimini peggiori; o ancora la parte secondo cui la durata della pena (detentiva?) debba essere espressa in base alla persona (dopo valutazione socio-psicologica) e non in base al crimine commesso: forse in un mondo utopico si potrebbe credere realizzabile questo progetto ma mi domando se l’autore legga ogni giorno le cronache nere con cui forse si convincerebbe dell’estrema ambizione di questo suo ultimo assunto.

La tortura è un crimine e una brutalità che deve essere sradicata completamente in ogni paese che voglia definirsi civile e chi la perpetra deve essere rigorosamente punito; allo stesso modo, secondo la mia modesta opinione, si deve pero’ garantire la durata della pena, oppure questo punto potrebbe rappresentare (e forse gia’ lo rappresenta) il più forte mancato deterrente a commettere crimini.

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