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Dal Caposaldo alla lunga agonia fredda della ritirata, l’esperienza del sergente Rigoni descritta nei dettagli di fatti, volti, spari, carri armati e isbe.
“sergentmagiù, che rivarem a baita?” è la frase di Giuanin ma potrebbe essere la speranza, il desiderio di tutti.

E Rigoni che sogna di tornare a casa al caldo, farsi la barba e leggere, preparare il pranzo, vedere la fidanzata….a volte noi, che viviamo in tempo di pace, ci dimentichiamo di tutto questo, di come hanno vissuto migliaia di ragazzi, i loro sogni e i loro desideri.Mario Rigoni Stern

Ho pensato molte volte, nelle mie fantasie, cosa potesse aver pensato l’autore, all’epoca ventenne, nei decenni che sono seguiti nella sua vita ogni volta che si fosse guardato indietro. La notte magari, appena spenta la luce, poco prima di dormire. In un pomeriggio di primavera o toccando la neve. Volti, voci, amici di un passato di gioventù lontana…..speranze.

Riposa in pace, sergentmagiu’….

 

Reparto della Tridentina (marcia dal Don al Donez). Gennaio 1943

 

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